Notte al Museo

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“Vita, amore e morte al tempo degli algoritmi”
Carolina Bandinelli simpaticissima e di affilata intelligenza.
Tra l’altro ci ha fatto notare che Socrate criticava la scrittura, preoccupato che la gente perdesse l’uso della memoria, analogamente alle nostre preoccupazioni per le conseguenze della digitalizzazione e della connettività istantanea.

E il re rispose: “O ingegnosissimo Theuth, una cosa è la potenza creatrice di arti nuove, altra cosa è giudicare quale danno o quale utilità ne ricaveranno coloro che le useranno.
Così ora tu, per benevolenza verso l’alfabeto di cui sei inventore, hai esposto il contrario del suo vero effetto.
Infatti esso produrrà la dimenticanza nelle anime di chi lo imparerà: essi cesseranno di esercitare la memoria
perché fidandosi dello scritto richiameranno le cose alla mente non piú dall’interno di se stessi, ma dal di fuori, mediante segni estranei: ciò che tu hai trovato non è dunque una ricetta per la memoria ma per richiamare alla mente.
Né tu offri vera sapienza ai tuoi discepoli, ma ne dai solo l’apparenza, perché essi grazie a te, potendo avere notizie di molte cose senza insegnamento, crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre per la maggior parte in realtà non le sapranno; e sarà ben difficile discorrere con loro, perché saranno portatori di opinioni invece che sapienti”

(Platone, Fedro, 274e-275b)