Bicocca, 25 Aprile 2017.
Ghost In The Shell.
Ci aggrappiamo ai ricordi affinché ci definiscano, ma è ciò che facciamo che ci definisce.
Temi interessanti. Buona rappresentazione ma scarso fascino narrrativo, a parte quello personale di Scarlett.
Senza la densità filosofica dell’originale.
Riflessione 1:
Siamo sempre più immersi in un mondo di dispositivi mobili, indossabili e integrati nell’ambiente, dei quali i rispettivi produttori mantengono riservati i dettagli costruttivi e di funzionamento, hardware e software.
La difesa della democrazia e della autonomia dell’individuo esigerebbero un qualche processo di certificazione, che esamini ogni dettaglio tecnico per verificare l’assenza di minacce. Altrimenti un fabbricante potrebbe quantomeno spiare i cittadini o addirittura influenzarli, in modo diretto o indirettamente filtrando le informazioni loro accessibili.
Riflessione 2:
La comunicazione online e i social network producono una ristrutturazione dei rapporti umani.
In quanto specie sociale, la solitudine è sempre stata una angoscia primaria degli individui, che ha prodotto molte risposte di tipo sia culturale sia sociale e politico, evolutesi attorno alle strutture di comunità e di coppia.
Ora l’individuo connesso non è mai solo. Ciò ridefinisce il rapporto tra le persone, in un modo che ancora non è chiaro.
