Razionalismo e irrazionalismo

Leggo su un quotidiano online un commento che lamenta un eccesso di razionalismo nella nostra società.

Al contrario, guardandomi attorno ho spesso la sensazione di un arretramento degli approcci razionali e di una crescita del pensiero pre-razionale: nelle pubblicità si veicolano messaggi quasi esclusivamente emotivi, nelle società torna un ruolo centrale delle credenze religiose – se non di forme di spiritualità ancora più fantasiose, mentre si diffondono medicine alternative e credenze pseudoscientifiche.

Forse la democratizzazione dell’accesso alla comunicazione evidenzia un distacco che era già presente tra il pensiero razionale e la carenza degli strumenti culturali di base necessari per comprenderlo ed esercitarlo, mentre gli approcci non razionali risultano più facili da recepire e meno impegnativi da difendere.

Con tutto ciò, volendo dare un colpo al cerchio e uno alla botte, la vitalità dell’irrazionale può essere uno spazio di manovra importante per la creatività e la libertà di pensiero.